Divina Felicità – Arcobaleno rivelatore – Parte 2

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Abbozzò un sorriso, che si spense tempestivamente per scrutare la luce che emanavano i miei occhi. In un primo momento mi pentii di aver rivelato la mia identità ad un giovane che non conoscevo, ma quando scoppiò il lacrime di fronte alla mia aurea mi resi conto doppio_arcobalenoche era stata la cosa giusta, malgrado ancora non ne comprendessi il motivo. Il suo viso era colmo di lacrime che si confondevano con la pioggia che continuava a cadere. Quando dal suo sguardo scomparve il bagliore del pianto, attesi che proferisse qualche parola ma ciò non accadde. Pensai che fosse turbato, incredulo o esterrefatto, ma il suo carattere così vivace ed estroverso che mi aveva dimostrato sin dall’inizio non avrebbe dovuto impedirgli di controbattere anche alla mia importante rivelazione. Decisi, quindi, di prendere l’iniziativa.
– Ti ho ammutolito? Non pensavo di possedere anche questo potere – gli rivolsi un sorriso nella speranza di scaturire il suo.
– No, è che…sono semplicemente stanco – sentenziò affranto.
– Pensavo fossi stupito o per lo meno sorpreso…o addirittura che non mi avresti creduto.
– Nulla mi stupisce ormai. Ciò che mi sorprende è che lei, per essere una dea, ha la memoria davvero corta.
– A cosa ti riferisci? – domandai perplessa.
– Estia le ha mai detto cosa significa “famiglia”? – guardò con aria di sfida.
– Perchè non dovrei conoscerne il significato?
– La smetta di pormi domande, mi risponda. Io voglio e devo saperlo.
Ero paralizzata, proprio non capivo lo scopo di quella conversazione tanto ambigua e confusa.
– Il mio nome è Paride. Paride come il pastore greco, figlio del re di Troia. Io…
Lo strinsi a me più forte che mai. Zeus doveva essersi stancato di far piovere sulla terra, e Iride, dea dell’arcobaleno, aveva coronato il nostro abbraccio in un’illusione di colori. Ero stata una madre terribile e ora mio figlio aveva bisogno di essere salvato.

To be continued…

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