Emancipazione, libertà per le donne

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“Le donne sono tutte diverse. Fondamentalmente sono una combinazione di quanto c’è di peggio e di quanto c’è di meglio al mondo… magiche e terribili.”

È a loro, alle donne che io, Zeus, dedico il mio primo scritto e i seguenti. Chi meglio di un uomo potrebbe raccontarle?
Oggi il tema è L’EMANCIPAZIONE. 

Hanno profondamente cambiato i ruoli tradizionali, guadagnato la loro autonomia e affermato i loro valori. Un tempo, i ruoli maschili e femminili erano chiaramente definiti dalla società, la donna era soprattutto sposa, 05106_HDmadre e casalinga. Durante la seconda metà del XX secolo i modelli e i valori della vita privata sono cambiati. Oggi le donne hanno dei ruoli sociali che toccano anche la sfera pubblica. Per quanto riguarda la famiglia, luogo comune tradizionalmente della donna, si stanno instaurando nuove economie, a partire dagli studi che intraprendono sempre più. Il cambiamento si riflette anche nel loro comportamento: gli sguardi dolci sono rimpiazzati da portamenti fieri e disinvoltura. Le donne sono uscite dall’ombra sono cambiate nel corso di mezzo secolo.
L’obiettivo della donna non è quello di vivere da sola, i sogni di amore e di una famiglia restano tenaci. Chi pensa che i desideri delle donne vadano oppressi, deve comprendere che non si può fermare un fiume in piena.

ImmagineImmagineImmagineTAPPE PRINCIPALI DELL’EMANCIPAZIONE FEMMINILE IN ITALIA
1678  
Lucrezia Cornaro, giovane di vastissima cultura (parla correntemente 6 lingue
ed è studiosa di teologia e filosofia), diventa, per incarico della Repubblica di
Venezia, la prima professoressa universitaria.
1758
La bolognese Anna Morandi, occupa la cattedra di anatomia all’Università di
Firenze.
1889
Viene fondato a Varese il primo sindacato femminile che difende i diritti delle
tessitrici.
1907
Entra in vigore la prima legge sulla tutela del lavoro femminile e minorile. La
prima donna italiana, la torinese Ernestina Prola, ottiene la patente per la guida
automobilistica.
Maria Montessori fonda, nel quartiere popolare di S. Lorenzo, a Roma, la prima
“casa del bambino”.
1908
Anno di fondazione dell’Unione Donne di Azione Cattolica (UDACI), che cerca
di opporsi alla laicizzazione della scuola e di promuovere la cultura femminile.
1912
Sulla scia della Lega Socialista, nata agli inizi del secolo, si costituisce l’Unione
Nazionale delle donne socialiste. Da qualche tempo esule in Italia, Anna
Michailovna Kuliscioff, a fianco di Filippo Turati, lavora per inserire la donna
nella vita politica e affinchè lo Stato riconosca i suoi diritti. Nel “Primo
Congresso delle Donne Italiane”, al quale parteciparono tanto le donne
cattoliche quanto le socialiste, le ideologie e le mete, però, differiscono troppo
fra loro e ciascun gruppo intraprende strade differenti, perseguendo obbiettivi
diversi.
1918
Nasce la Gioventù Cattolica, destinata a formare le giovani dall’infanzia fino ai
30 anni alla vita religiosa e sociale.
1931
Il Fascismo abolisce tutte le associazioni cattoliche e solo dopo la ferma presa
di posizione di Pio XI, permetterà loro di vivere a condizione che esse abbiano
solo uno scopo religioso.
Tuttavia la seconda guerra mondiale, assai più della prima, porterà la donna, ad
occupare anche posti di grande responsabilità civile considerati fino a quel
momento soltanto “maschili” ottenendo non di rado risultati anche migliori.
L’apporto dato dalla donna alla Resistenza è stato spesso insostituibile.
1945
Nascono il Centro Femminile Italiano (CIF) che si propone di ottenere la
ricostruzione della Patria, devastata dalla guerra e impoverita già
precedentemente dalla politica ambiziosa di Mussolini, attraverso la giusta
valorizzazione delle risorse femminili, e l’Unione Donne Italiane (UDI),
propaggine del Partito Comunista, che si propone di coinvolgere attivamente le
donne nella vita del Paese. Anche in Italia (1946) dopo Svezia (1866), Finlandia (1906), Norvegia (1909),
Danimarca (1915), U.R.S.S. (1917), Inghilterra (1918), Stati Uniti (1920) e
Francia (1945) fu riconosciuto alle donne il diritto di voto.
1950
Viene emanata la prima legge che garantisce la conservazione del posto di
lavoro per la lavoratrice madre.
1951
Angela Cingolani, democristiana, è la prima donna sottosegretario d’Italia.
1958
E’ approvata dal Parlamento, una legge, proposta dalla senatrice Lina Merlin
(socialista), in cui si sancisce la chiusura dei bordelli, la legge che aveva lo
scopo di eliminare dal Paese la piaga della prostituzione, mostra subito i suoi
limiti, infatti la prostituzione dalle famose “case chiuse”, si riversa nelle strade,
non diminuendo affatto il giro di affari.
1959
Nasce il Corpo di Polizia femminile.
1961
Le donne possono intraprendere senza più ostacoli la carriera della magistratura
e della diplomazia.
1963
Alle casalinghe viene riconosciuto il diritto alla pensione di invalidità e
vecchiaia.
1975
Entra in vigore il nuovo Diritto di famiglia.
1976
Per la prima volta in Italia una donna, la democristiana Tina Anselmi, assume la
carica di Ministro di un settore piuttosto difficile: quello del Lavoro.
1979
Leonilde Jotti (comunista) è eletta presidente della Camera dei Deputati
italiana. La francese Simone Weil , è eletta presidente del Parlamento Europeo.

Le donne in tutto il mondo hanno continuato e continuano a lottare e io, dall’alto del mio Olimpo, le sostengo con tutto me stesso.

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