Gli innamorati nella letteratura (Et dulcis in fundo…)

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ANGELICA E MEDORO – AMORE FISICO
imageQuando Angelica vide il giovinetto
languir ferito, assai vicino a morte,
che del suo re che giacea senza tetto,
più che del proprio mal si dolea forte;
insolita pietade in mezzo al petto
si sentì entrar per disusate porte,
che le fe’ il duro cor tenero e molle,
e più, quando il suo caso egli narrolle.

“L’Orlando furioso” – Ludovico Ariosto

 

DIDONE ED ENEA – AMORE MALEDETTO
imageIntanto comincia a rimescolarsi con vasto rimbombo
Il cielo; segue un acquazzone frammisto a grandine
[…]
Didone e il condottiero troiano giungono alla medesima grotta.
Per prima la Terra e Giunone pronuba
Danno il segnale: sfolgorano i fulmini e il cielo
Consapevole del’unione e le ninfe ulularono sulle cime dei monti.
Quello fu il primo giorno di morte e la causa
prima dei mali; Didone infatti non è smossa dalle apparenze
né dalla fama, ne pensa più ad un amore furtivo
lo chiama matrimonio, con questo nome nascose la colpa.

“Eneide” – Virgilio

 

OTELLO E DESDEMONA – AMORE GELOSO
imageOTELLO
Ingentilia di lagrime la storia
il tuo bel viso e il labbro di sospir;
scendean sulle mie tenebre la gloria,
il paradiso e gli astri a benedir.
DESDEMONA
Ed io vedea fra le tue tempie oscure
splender del genio l’eterea beltà.
OTELLO
E tu m’amavi per le mie sventure
ed io t’amavo per la tua pietà.
DESDEMONA
Ed io t’amavo per le tue sventure
e tu m’amavi per la mia pietà.
OTELLO
E tu m’amavi…
DESDEMONA
E tu m’amavi…
OTELLO
Ed io t’amavo…
OTELLO, DESDEMONA
… per la tua, (mia) pietà.

“Otello” – Shakespeare

 

GINEVRA E LANCILLOTTO – AMOR CORTESE
image“Dama!” così dice Galeotto “… abbiate mercé di lui: ché più v’ama che se medesimo…”.
“Io n’avrò, ” dice ella “tal mercé come voi vorrete: perché voi avete fatto quanto io vi richiesi. Ben debbo dunque fare quanto vorrete voi; ma egli non mi prega di nulla”.
“Dama!” fa Galeotto “certo! ché egli non ne ha punto di potere: ché niuno può altri amare, senz’aver tema. Ma io ve ne prego per lui. Se non ve ne potessi aiutar io, sì vi dovreste adoperar da voi: ché più ricco tesoro non potreste voi conquistare”.
“Certo, ” fa ella “lo so bene, ed io ne farò ciò che voi me ne domanderete”.
“Dama!” fa Galeotto “gran mercé! E io vi prego che voi gli concediate il vostro amore, e che lo prendiate a vostro cavaliere per sempre, e diveniate la sua leal dama per tutto il tempo della vostra vita. E così l’avrete fatto più ricco che se gli aveste donato tutto il mondo”.
“Così, ” fa ella “io consento: ch’egli sia tutto mio, ed io tutta sua, e che per voi siano ammendati i torti e le violazioni dei patti”.
“Dama!” fa Galeotto “gran mercé! Ma ora ci vuole un primo pegno”.
“Voi non diviserete cosa alcuna, ” fa la regina “ch’io non compia”.
“Dama!” fa Galeotto “gran mercé! Baciatelo dunque innanzi a me, per cominciamento di verace amore”.
“Del baciare non veggo io ora né luogo né tempo. E non temete ch’io così volentieri non ne sia desiosa, quanto egli ne sia; ma quelle dame son là, che si meravigliano molto di che noi abbiam fatto tutto questo tempo, e non potrebb’essere che non lo vedessero. E nonpertanto, s’egli lo vuole, io lo bacerò molto volentieri”.
Ed egli n’è sì lieto e sì sbigottito, che non può rispondere se non soltanto:
“Dama, gran mercé!”.
“Ah, dama, ” fa Galeotto “non dubitate punto del suo volere, che ci è tutto. E sappiate che niuno se ne accorgerà: perché noi ci trarremo in disparte tutti tre insieme, come a prender consiglio”.
“Di che mi farei ora pregare?” fa ella. “Più lo voglio io che voi e lui”.
Allora si traggono in disparte tutti tre insieme e fan sembiante di prender consiglio. E la regina vede che il cavaliere non osa far più. Allora lo prende ella per le guance e sì lo bacia innanzi a Galeotto, assai lungamente, tanto che la dama di Maloalto s’accorse ch’ella lo baciava.

 

TRISTANO E ISOTTA – AMORE FATALE
imageE la reina, che l’udì parlare,
dice: – Tristan, cuore del corpo mio,
se tu ti muori, oh come deggio fare?
Pregar ti voglio, per l’amor di Dio,
che dietro a te non mi deggi lasciare;
ché bene non avrebbe il corpo mio,
anzi morrebbe in pene e in dolore
a viver sanza te, o mio signore. –

Messer Tristano dice alla reina:
– Gentil donna, io muoio veramente. –
Isotta, che di lagrime non fina,
sopra a Tristan si gittò strettamente.
Messer Tristan, che già morte gl’inchina,
sì forte abbraccia Isotta piacente,
che in corpo a ciascun si partìe il core:
così abbracciati morir per amore.

 

PAOLO E FRANCESCA – AMORE PASSIONALE
imageAmor, ch’al cor gentil ratto s’apprende
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense».

“Inferno, Divina Commedia” – Dante
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ELIZABETH E MR. DARCY – AMORE VERO
imageMr. Darcy: “Signorina Elizabeth, ho lottato invano, ma non c’è rimedio…! Questi mesi trascorsi sono stati un tormento, sono venuto a Rosings con lo scopo di vedervi, dovevo vedervi, ho lottato contro la mia volontà, le aspettative della mia famiglia, l’inferiorità delle vostre origini, il mio rango e patrimonio, tutte cose che voglio dimenticare e chiedervi di mettere fine alla mia agonia…
Lizzie: “Non capisco!”
Mr. Darcy: “Vi amo con grande ardore… Vi prego, concedetemi la vostra mano”

Mr. Darcy: “Se i vostri sentimenti sono gli stessi di Aprile ditelo ora. Il mio affetto ed i miei desideri sono immutati. Ma una Vostra parola mi farà tacere per sempre. Se invece i Vostri sentimenti fossero cambiati devo dirvelo… Mi avete stregato anima e corpo e Via amo, Vi amo, Vi amo e d’ora in poi non voglio più separarmi da voi.”

“Orgoglio e pregiudizio” – Jane Austen

 

 

 

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