Il cinque maggio – Ai posteri l’ardua sentenza

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Ei fu. Siccome immobile,
Dato il mortal sospiro,
Stette la spoglia immemore
Orba di tanto spiro…
Manzoni ricorda in versi il 5 maggio 1821, data della presunta morte di Napoleone Bonaparte. Egli riceve la notizia del decesso il 16 luglio del 1821 e in soli tre giorni compone la lirica di più vasto respiro che abbia mai scritto. Non si tratta assolutamente di un’esaltazione o celebrazione del personaggio, al contrario, l’autore rende esplicita la sua posizione neutrale e non servile nei confronti di Napoleone, rivendicando inoltre la sua onestà nel non averlo elogiato nemmeno quando era al massimo del suo splendore, a differenza di altri contemporanei. Ma veniamo a Napoleone… Chi era costui? Tutti, o quasi, conosciamo la sua storia e il suo operato, i libri di storia straripano di pagine intitolate “Dalla vita alla morte di Napoleone”, ma si limitano a tracciarne un profilo di dati anagrafici e storici senza andare a fondo. Ciò che molti non sanno è che la biografia di quest’uomo straordinario nasconde misteri e curiosità…
-La data ufficiale di nascita, 15 agosto 1769, è da sempre ritenuta fasulla, tranne che nei libri di scuola e dagli appartenenti al segno del Leone che non vogliono “mollare” un così illustre rappresentante. Da sempre gli studiosi vociferano che Napoleone posticipò la propria nascita di un paio d’anni per poter accedere all’Accademia militare di Francia. Il giorno esatto della sua nascita resta ancora indefinito.
image-La vedova Beauharnais, Giuseppina, è la prima vera passione amorosa della sua vita. E’ di sei anni più anziana di lui. La sposa il 9 marzo 1796. Napoleone porta una dote assai povera, appena 1.500 franchi, più qualche indumento di corredo. Al momento del matrimonio Giuseppina si abbassa l’età di quattro anni e Napoleone alza la propria di 18 mesi. Due mesi dopo, mentre Bonaparte sarà impegnato in Italia, Giuseppina incomincerà a tradirlo, ma verrà subito perdonata.
-Anche Napoleone giocava a scacchi, ma tuttavia fu uno scacchista mediocre, contrariamente a quanto si crede normalmente. Testimoni dell’epoca riferiscono che quando giocava al Cafe’ de La Regence muoveva i pezzi impulsivamente e soprattutto si arrabbiava quando perdeva; agli scacchi preferiva il gioco della dama, tatticamente piu’ semplice, sebbene giocasse la versione “polacca” – oggi conosciuta come “dama internazionale” – su damiera di 100 caselle, 10 per lato, totalmente diversa quindi dalla dama “italiana” (64 caselle, 8 per lato) che giochiamo noi. Sembra comunque che gli scacchi siano stati il suo passatempo preferito durante l’esilio a Sant’Elena.
Qualche anno dopo la morte di Napoleone cominciarono ad apparire a Parigi, sull’onda di una intensa attivita’ scacchistica di tutta la Francia, alcune partite abbastanza brillanti, che gli furono attribuite: da cio’ la falsa immagine che Napoleone fosse un valente giocatore, che gia’ circolava quando era imperatore.
-Napoleone Bonaparte morì per un cancro allo stomaco in uno stadio molto avanzato.
A rivelarlo, uno studio dello University of Texas Southwestern medical center pubblicato dalla rivista Nature Clinical Practice Gastroenterology & Hepatology.
Il cancro dell’imperatore francese morto circa 200 anni fa, avrebbe avuto origine da un’ulcera causata da un’infezione batterica allo stomaco.
Le nuove ricerche smentiscono dunque le voci di un avvelenamento da arsenico che si sono aggirate intorno alla scomparsa del grande condottiero a partire dal 1961, quando fu ritrovata una grande quantità di arsenico in alcuni capelli di Napoleone. La nuova ricerca ha escluso questa ipotesi, non essendo emerso alcun effetto tipico di avvelenamento da arsenico dai registri dell’autopsia compiuta all’epoca della morte.
Durante lo studio sono state applicate tecniche patologiche e metodi moderni per la determinazione dello stadio del tumore che hanno escluso anche la predisposizione ereditaria al cancro (il padre era morto di tumore) e hanno indicato nell’infezione batterica gastrica l’origine del cancro allo stomaco.
Secondo i ricercatori, anche se fosse riuscito a scappare dal suo esilio finale nell’Isola di Sant’Elena, le pessime condizioni di salute non avrebbero permesso a Napoleone di giocare un ruolo decisivo nello scenario europeo. In base ai rapporti medici dell’epoca, negli ultimi sei mesi di vita il suo peso era diminuito di almeno dieci chili.
-Secondo alcuni studiosi, l’Imperatore sarebbe addirittura scappato dall’isola di Sant’Elena per trascorrere i suoi ultimi giorni in Louisiana, nel sud degli Stati Uniti.

Molte versioni ci sono giunte sulla vita dell’imperatore, ma la verità non è ancora chiara (e forse non lo sarà mai). L’unica certezza è ciò che Napoleone ha lasciato al mondo, il suo operato e le sue conquiste. Non ci resta, quindi, che concludere con le parole di Alessandro Manzoni: Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza!

 

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