La coscienza alla base della realtà – strana teoria sulla vita dopo la morte

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L’uomo teme la morte e per questo cerca di esorcizzare o ignorare la paura nella vita quotidiana, affidandosi alle religioni e alle credenze popolari secondo cui dopo la morte ci sia la vita. A interessarsi di tale argomento è inaspettatamente la scienza, in particolare la fisica quantistica.
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Da qualche tempo, la disciplina definita fisica quantistica – branca della fisica che studia il comportamento delle particelle –  si è interessata al fenomeno della morte e del possibile passaggio ad un altro mondo. Robert Lanza, direttore scientifico presso l’Advanced Cell Technology e professore aggiunto presso la Wake Forest University School of Medicine, è uno tra i ricercatori più appassionati. Egli ha pubblicato più di 30 libri, centinaia di articoli e numerose invenzioni a livello scientifico. “Ci hanno insegnato a pensare che la vita sia solo l’attività generata dalla combinazione 00625_HDdel carbonio e di una miscela di molecole, che vivremo per un certo tempo e che poi finiremo per marcire sottoterra. In effetti, noi crediamo nella morte perché ci è stato insegnato che moriremo, o più specificamente, ci hanno insegnato che la nostra coscienza è un fenomeno associato al nostro organismo e che questa morirà con esso”. Con queste parole enunciate dallo stesso Lanza sul suo sito web, il famigerato ricercatore afferma di sostenere la tesi del Biocentrismo, secondo cui la morte come noi la conosciamo non sarebbe altro che un’illusione generata dalla nostra coscienza, è la vita stessa ad aver creato l’universo e non il contrario. La fisica quantistica contraddice le teorie della filosofia greca la quale sosteneva che la realtà esiste prescindendo dall’esistenza dell’osservatore: la realtà che noi percepiamo con i nostri sensi è l’incontro tra il ‘funzionamento di base dell’Universo’, che potenzialmente può assumere infinite forme, e la ‘presenza dell’osservatore’, che ne determina con la sua coscienza la forma. Lanza sostiene inoltre che spazio e tempo non siano oggetti o cose, ma piuttosto strumenti della nostra comprensione, prodotti della nostra coscienza: “portiamo lo spazio e il tempo in giro con noi, come le tartarughe con i propri gusci”. La nostra coscienza è alla base della realtà. 

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