La Vita Immortale di Henrietta Lacks – Gaia Gualco

6 votes

2eaeee00dc545655ed56bf5d86d931dd_w_h_mw650_mhLa Vita Immortale di Henrietta Lacks

Di Rebecca Skloot
Adelphi Edizioni (2011), pp 424
ISBN 978-88-459-2614-3
€ 26.00

 

Nella storia ci sono persone che determinano un “prima” e un “dopo”, che sono gli artefici dei cambiamenti per i quali vengono ricordati e celebrati. Non Henrietta Lacks, la donna di colore che ad insaputa sua e dei suoi discendenti, è stata il fondamento della moderna ricerca biomedica.

USA, 1952: Henrietta Lacks muore per un carcinoma maligno alla cervice uterina. Non è la prima e non sarà l’ultima donna a dover affrontare un simile calvario. A Henrietta, i medici prelevano un campione di cellule tumorali per alcuni test di laboratorio. Non esisteva il consenso informato sulla donazione di organi o campioni biologici, tantomeno se la quantità di melanina presente in corpo ti definiva “negro”. Sotto gli occhi dei medici  avviene una scoperta che lascia tutti senza fiato: le cellule non muoiono, anzi, vivono, si moltiplicano senza sosta. Sono immortali. Finalmente la ricerca respira nuovo ossigeno.

Se da un lato le scoperte in ambito biomedico cambiano la storia della medicina, ottenendo successi ed un giro economico da capogiro grazie alle cellule miracolose, dall’altro la vita degli eredi di Herietta è durissima. Non è stato per facile per Rebecca Skloot stabilire una relazione di fiducia con una famiglia ignara del glorioso destino della loro antenata, che ha combattuto contro i pregiudizi per il colore della pelle, che ha solo cercato di sbarcare il lunario con i pochi mezzi a disposizione senza cercare altre possibilità di riscatto. Rebecca Skloot per dieci anni insegue Henrietta Lacks attraverso le vicende della sua famiglia, gli archivi storici, le testimonianze di chi ha sentito o ha visto. L’indagine porta la Skloot in un’avventura sbalorditiva, nella storia di una donna che ancora oggi gli studenti e i ricercatori di tutto il mondo nominano e manipolano inconsapevolmente: HeLa.

Gaia Gualco

 

Aggiungi un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *