Mondo concretamente astratto

Da Talete, Pitagora, Socrate, Platone, Aristotele…a oggi, ogni singolo uomo si è posto domande esistenziali: cos’è il mondo? Da dov’è nato? La realtà è un’illusione? Come può essere l’universo infinito? Che senso ha la vita?
Se gli interrogativi sono molteplici, le riposte non saranno di certo meno. Basta guardarsi intorno per ammettere la 03176_HDperfezione della natura, la meraviglia delle emozioni e la forza di tutte le creature. Sembra impossibile che tutto possa essere nato da un’ esplosione nell’infinito, dal nulla non può che nascere il nulla; ma pare altrettanto surreale un mondo pensato da un’entità superiore, senza inizio né fine, senza tempo né spazio. Testi sacri e ricerche scientifiche vengon fuori come funghi nel grande bosco delle incertezze. Non sarà mai permesso di conoscere la verità, non resta che vivere senza chiedersi il perché, non c’è nessuna certezza nel corso dell’esistenza, ogni gesto è affidato al caso e al destino. Eppure, dall’Olimpo osserviamo solo uomini e donne che vivono di scrupoli, problemi e fandonie inutili, come se lo scopo del loro esistere fosse quello di dirlo agli altri. E così dimenticano di vivere per sé stessi. Nessun uomo conosce passato e futuro, vi è stato donato il presente. E, credetemi, è un dono meraviglioso. D’altronde, noi dei qualcosa la sappiamo… L’immortalità è una piaga. Vivere per un Carpe diem, per un istante, per un respiro, per un sorriso. Potete farlo ogni giorno. Siete la specie più fortunata dell’universo, gli esseri umani, magici e misteriosi, sorprendenti e irascibili, in un mondo concretamente astratto ma splendido nel suo oceano di dubbi.

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